Procedura allerta interna

L’Allerta d’impresa è uno strumento introdotto ad ottobre 2017 dalla legge di riforma approvata dal Parlamento italiano in tema di fallimenti (Disegno di legge S. 2681).

La procedura d’allerta interna è l’attività con cui l’organo di controllo societario (sindaco unico, revisore o collegio sindacale) avvisa l’amministratore unico o il consiglio d’amministrazione che alcuni indicatori aziendali e contabili sono fuori parametro, e obbliga gli stessi a redigere un piano di risanamento entro 30 giorni, pena la segnalazione all’OCRI che riceve appunto un’allerta dall’interno dell’azienda.

Anche le banche diventano indirettamente segnale di allerta quando comunicano alla società riduzioni o revoche degli affidamenti, costringendo l’organo di controllo e l’imprenditore ad attivarsi qualora questo fosse un elemento di peggioramento dei parametri pre-crisi.

L’Allerta interna può essere anche effettuata ad opera dell’imprenditore per evitare aggravio di responsabilità.

Si tratta di una fase preventiva che allerta e anticipa l’emersione della crisi di impresa. Uno strumento stragiudiziale e confidenziale che ha l’obiettivo di aiutare le imprese a capire rapidamente se ci sono segnali di malessere economico e finanziario dell’impresa per poter provvedere alla loro risoluzione tempestivamente. Un aiuto prezioso che prelude alla composizione assistita della crisi.

Un meccanismo, quello dell’Allerta d’impresa, per impedire a una crisi di sfociare in un processo irreversibile, e per fornire spazi di intervento e mediazione tra debitore e creditori.

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