Piccole insidie dalla banca e grandi trappole per la vostra azienda

Prevenire la mancanza di fondi

Spesso si firmano alla banca documenti, fogli, moduli che se scarsamente considerati possono rivelarsi poi un problema. Vi voglio raccontare perché dietro a una comunicazione apparentemente innocua, magari firmata mesi prima, si può nascondere una grande trappola.

L’esempio riguarda gli interessi annuali a debito maturati entro il 31 dicembre di ogni anno, che dal 2018 verranno addebitati tutti dal 1° marzo. Tutto è sorto con il problema dell’anatocismo e il cambio di calcolo degli interessi che ora sono annuali.

Non c’è più possibilità di pagarli come un tempo ogni trimestre, si può solo scegliere la modalità di pagamento: addebito diretto su conto corrente o bonifico da altro conto corrente.

Dal 1° marzo verrà dunque addebitata questa cifra e a differenza degli anni scorsi il pagamento di tutti gli oneri finanziari, invece di essere spalmato in 4 rate, avverrà una volta sola.

Normalmente le aziende con rating poco brillanti, che senza essere in crisi hanno anche oneri finanziari molto alti: 30/35% del margine operativo lordo (di per sé un segnale da Allerta d’impresa) si trovano già in una situazione di cassa caratterizzata da alta tensione.

Il paradosso è che la banca oggi non ha più convenienza ad avere certi clienti pur incassando elevati importi in interessi, perché in futuro questi ricavi-interessi potrebbero non essere più certi.

Con l’aria che tira a bilancio e con le nuove normative Ifrs9 la banca sa benissimo che parte o tutti gli interessi pagati dall’azienda, a seconda del rating, non finiscono nel suo conto economico alla voce “ricavi” ma come accantonamenti e fondo rischi del credito.

Le banche hanno l’input di uscire dalle aziende con rating dalla vulnerabilità più o meno accentuata (e che hanno bisogno di un piano di risanamento) e si stanno tutte rivolgendo verso clienti di grandi gruppi e con rating ottimi.

Gli altri non li vuole nessuno, anche se pagano cifre folli di oneri ed interessi.

Come gestire questa situazione nel breve termine?

Chiedete immediatamente alle banche qual è la somma dovuta, e sulla base dei dati ricevuti attivatevi quanto prima per avere pronta la necessaria provvista.

Per il 1° marzo è necessario avere la liquidità per pagare gli interessi, pena una segnalazione nella centrale rischi, con un’ennesima insidia e l’effetto domino su tutto il sistema bancario.

Se le cifre fossero importanti, e doveste avere problemi a onorarle, sareste costretti a cambiare i programmi dei pagamenti verso fornitori o terzi.

La lezione da imparare è molto chiara: oggi diventa fondamentale prevenire qualsiasi crisi di liquidità, pena l’aggravamento della situazione finanziaria dell’azienda, e la sua evoluzione in una dimensione di crisi aziendale conclamata.

Se non preveniamo, se le risorse economiche vengono a mancare o se continuano a diminuire, quando ce ne accorgiamo sarà tardi, perché non saremo i soli a saperlo: ne avranno chiara conoscenza anche le banche, le stesse che fino a ieri ci hanno dato credito. E da domani ce lo negheranno.

Quello che cerco di dirvi è che sempre più nei momenti di difficoltà troverete chiuse le porte del credito.  Evitare questi momenti è la chiave del successo.

Un buon consulente è anche quello che impedisce certi rischi, li previene.

Alessandro Tescari – Consulente aziendale e blogger di Bilancio Utile

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