362 articoli. Perché solo 6 sono importanti da conoscere?

Iniziamo con questa prima news del 2018 per darvi un aggiornamento in un linguaggio non tecnico sulla Legge delega 155/2017 relativa alla crisi d’azienda. Vi abbiamo già informato che il parlamento ha approvato la Legge che delega il governo ad attuare la riforma sulle crisi aziendali.

La commissione Rodorf incaricata di scrivere questa riforma, prima di Natale ha consegnato le bozze dei decreti attuativi ai ministeri di competenza i quali, anche a camere sciolte, potrebbero approvarli a febbraio 2018. Ma che vi sia una Legge approvata oppure no, ritengo utile fornire informazioni e approfondire i capitoli di utilità operativa, applicabili fin da subito, che suggeriscono (e poi saranno d’obbligo) pratiche di sana gestione aziendale per tutti gli imprenditori, amministratori e direttori amministrativi di aziende sia che presentano delle criticità, più o meno forti.

Voglio portare alla vostra attenzione solo 6 articoli dei 363, perché hanno importanti risvolti per tutte le aziende.

  • Diritti ed obblighi dell’imprenditore
  • Strumenti di Allerta e indicatori della crisi
  • Nuovi doveri dell’organo di controllo
  • Comunicazioni degli Istituti di Credito (in caso di revoca)
  • Obbligo di segnalazione dei creditori pubblici qualificati (Inps, Agenzia Entrate, Equitalia)
  • Organismo di Composizione della crisi

Tratteremo argomento per argomento nelle prossime newsletter. Però intanto voglio dare una buona notizia. Il principio ispiratore di questa riforma è di pervenire al miglior soddisfacimento dei creditori

a) salvaguardando i diritti del debitore, nonché, ove questi eserciti un’attività d’impresa,

b) favorire il superamento della crisi

c) assicurando la continuità aziendale, anche

d) attraverso la rilevazione tempestiva della crisi medesima, in vista di soluzioni concordate con tutti o parte dei creditori, ovvero, in difetto, il

e) proficuo avvio di una procedura liquidatoria.

Credo fermamente che questi principi siano positivi e che il legislatore abbia tenuto conto del fatto che essere imprenditori, di questi tempi, comporta alto rischio di impresa. È naturale che se l’azienda si trova in difficoltà, è comunque meritevole di essere supportata al massimo perché continui ad operare. Per farlo è necessario quanto prima che vi sia una rilevazione tempestiva di una crisi senza colpevolizzazione e senza imbarazzo.

Jimmy Clarini – Fondatore e Amm.re unico di Entriage

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