Entriage: un alleato per difendere l’imprenditore dall’OCRI e dalle Banche

Il decreto sulla crisi d’impresa dlgs 14/19 e l. 155/17 che istituiscono le procedure di Allerta pre-crisi toccano da vicino anche i consulenti di fiducia e il Commercialista dell’azienda.

È un’opportunità per valorizzare la professione e Il rapporto storico con l’imprenditore, di cui l’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili, a livello nazionale e regionale, si fa promotore. Di questo siamo più che convinti anche noi di Entriage.

Come avrà letto nel sito, siamo profondi assertori della prevenzione: strumento indispensabile per impedire non solo il rischio di crisi, ma necessario a evitare anche la sola idea di entrare in una procedura di Allerta ufficiale, con la conseguente consegna dell’azienda all’OCRI (Organismo di Composizione della Crisi), situazione in cui l’imprenditore, ma anche il Commercialista, non hanno più voce in capitolo, e devono anzi seguire un percorso obbligato che arriva finanche alla liquidazione giudiziale (ex fallimento).

Il Sole 24 ore ed altre fonti autorevoli scrivono di decine di migliaia di aziende italiane tecnicamente segnalabili all’OCRI da parte dell’Agenzia delle Entrate o dall’Inps, per non parlare di tutte quelle che di fatto hanno palesemente segnali gestionali critici e che emergeranno in tutta la loro drammaticità.

Aggiunga che in parallelo le banche stanno implementando il cosiddetto “asset quality review” con l’applicazione dei prinicpi Ifrs9 e nel momento in cui la società attiva i trigger dello Stage 2, si entra di nuovo in una zona di alert.

Analizzando massivamente oltre 300.000 bilanci con nostri partner di dati, abbiamo stimato che nella rete dell’OCRI o delle banche possono entrare dal 25% al 30% delle società italiane. Una massa enorme di società problematiche. Oppure, guardando il lato positivo, di opportunità.