Prima allerti, prima risani.

Il disegno di legge AS 2681 approvato dal Parlamento italiano nel mese di ottobre 2017 riforma radicalmente tutta la materia della crisi d’impresa e dell’insolvenza, e obbligherà le aziende a dotarsi di strumenti di “Allerta d’impresa”, finalizzati a far emergere per tempo elementi critici di bilancio in vista di una loro più efficace presa in carico e di una loro soluzione, prima che la situazione si aggravi.

“Non uso mai questi termini ma si tratta di riforma di una portata epocale», è il commento del ministro della Giustizia Andrea Orlando a conclusione del percorso parlamentare della nuova legge.

In materia di fallimento cambia tutto, a partire dalla definizione di “fallito”: non solo un cambiamento linguistico ma una vera e propria riforma culturale. È sempre Orlando a parlare: “Uno può essere un buon imprenditore e aver avuto una prima esperienza imprenditoriale non felice”.

Dall’Allerta d’impresa alle nuove tutele per l’imprenditore.

Tra i punti chiave della nuova legge, l’Allerta d’impresa: una fase preventiva che allerta e anticipa l’emersione della crisi di impresa. Uno strumento stragiudiziale e confidenziale che ha l’obiettivo di aiutare le imprese ad analizzare rapidamente le cause del malessere economico e finanziario dell’impresa. Un aiuto prezioso che prelude alla composizione assistita della crisi. Una fase di lavoro nella quale Entriage ha fondato la propria peculiarità professionale.

Un meccanismo, quello dell’Allerta d’impresa, per impedire a una crisi di sfociare in un processo irreversibile, e per fornire spazi di intervento e mediazione tra debitore e creditori.

Anche il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni ha salutato la riforma come “un contributo per un’economia più sana che aiuterà la crescita».

Jimmy Clarini – Fondatore di Entriage

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