Ancora un minimo storico sui prestiti alle imprese

Nel secondo trimestre del 2017 i prestiti alle imprese di Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e Piemonte sono calati ancora, fino a quasi il -7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Perché continua la contrazione del credito bancario alle imprese in difficoltà, nonostante queste presentino profili più solidi rispetto al passato?

 

ATTENZIONE CHE LE BANCHE STANNO CAMBIANDO PELLE

Il grafico riportato qui sotto è emblematico: il trend dei finanziamenti alle Imprese in difficoltà è inesorabilmente in ritirata.

Sebbene i dati si riferiscano ancora al 2° trimestre 2017, le prospettive dei prossimi mesi non saranno migliori.

Lo abbiamo affermato e ribadito in diversi articoli, convegni e incontri pubblici: il sistema bancario sta cambiando pelle, e continuerà a irrigidire la propria politica di erogazione del credito. Ciò avviene per diverse ragioni, in primo luogo per l’applicazione dei principi Ifrs9 che impongono alle banche di valutare il rischio futuro degli affidamenti, e di catalogare i crediti in categorie di rischio: Stage 1 o Stage 2.

Già: fino a oggi le banche hanno registrato nei propri bilanci solo a posteriori quei crediti ormai divenuti inesigibili (i famosi NPL) per i quali non avevano sufficienti riserve.

 

RISCHIO AUMENTO TASSI D’INTERESSE, GARANZIE E REVOCHE

Ora, non solo la BCE ha imposto che questi NPL siano “scaricati” dai bilanci subito, ma gli istituti di credito sono costretti ad accantonare riserve anche per i crediti cosiddetti Stage 1 e 2, ossia gli UTP – unlikely to pay (in Italiano “probabilità di non essere pagati” o peggio “improbabilità di essere pagati”): si tratta di crediti riguardanti aziende che, ancora in bonis e regolarmente paganti le proprie rate, hanno però delle difficoltà, mostrano bilanci in disequilibrio; sono quindi imprese in difficoltà che assorbono o bruciano liquidità da qualche anno, e insomma che il mercato valuta con rating da media/bassa classifica.

È ovvio che dovendo congelare dei fondi per coprire questo rischio, le banche inevitabilmente chiederanno a queste aziende tassi di interesse più alti, esigeranno ulteriori garanzie, o invieranno lettere di revoca.

Preferiamo restare passivi, o vogliamo invece attivarci per prevenire la situazione?

La soluzione c’è.

Se volete approfondire il tema leggete anche: “Bilancio 2017: corsa ad ostacoli o opportunità?”

Richiedi un’analisi preliminare per capire se la tua azienda è in bonis, o stage 1 o stage 2

Scarica il modulo

Jimmy Clarini – Fondatore e Amm.re unico di Entriage

Resta aggiornato

Iscriviti alla nostra newsletter.