In crisi per legge.

Adempimenti obbligatori ai primi campanelli d’allarme del bilancio aziendale.

C’è un disegno di legge che potrebbe essere approvato a breve: prevede una serie di misure per dotare le aziende di alcuni strumenti in grado di cogliere i segnali anticipatori della crisi d’impresa, con la conseguente attivazione di un percorso – confidenziale ma obbligatorio – che l’imprenditore sarà tenuto a seguire, al fine di scongiurare esiti negativi a partire dalle avvisaglie di crisi, e per ripristinare la continuità d’impresa.

Anche il legislatore ha dunque colto l’enorme importanza di un intervento diagnostico precoce e tempestivo: la letteratura oramai consolidata e l’esperienza quotidiana di chi, come noi, si occupa ogni giorno di questo nodo cruciale, ci avvertono infatti di quanto sia importante intervenire ai primissimi segni di criticità che un bilancio aziendale o i nostri clienti, fornitori e banche riescono a comunicarci.

Sappiamo quanto la cosa sia difficile: l’imprenditore che venga a contatto con i primi campanelli d’allarme sarà portato a sottostimarli, a non riconoscerli in quanto tali, a rimandare una presa in carico di un problema che risulta difficile accogliere sul piano emotivo prima ancora che su quello razionale dei nudi numeri. In ciò contribuendo ad aggravare la situazione. Un atteggiamento tanto comprensibile sul piano psicologico quanto problematico su quello della salute aziendale.

Sappiamo quanto è cruciale la tempestività: in presenza di segnali anche minimi o ambigui di criticità, prima si interviene, meglio è.

Naturalmente servono competenze specifiche, occorre saper interpretare i dati, bisogna far parlare numeri spesso annidati nelle pieghe di un bilancio, e non così semplici da rintracciare. Non a caso il disegno di legge delega di cui è imminente la discussione alla Camera prevede che l’imprenditore debba essere aiutato e consigliato da un idoneo organismo specializzato in risanamento di impresa, costituito da professionisti specializzati in materia di risanamento.

Questa direzione è ormai imposta anche dalle direttive europee (la Raccomandazione della Commissione dell’Unione del 12 marzo 2014, 2014/135/UE (cfr. il Considerando n. 1).

Si vuole garantire alle imprese in difficoltà l’accesso a un serie di strumenti normativi che permetta loro di ristrutturarsi in una fase precoce, in modo da evitare l’insolvenza e l’evoluzione negativa della criticità iniziale.

Entriage, che di criticità aziendali si occupa ai massimi livelli di competenza nel nostro Paese, e si è specializzata proprio nelle prime fasi di intervento, ha avviato da tempo un percorso proprio per poter offrire alle imprese strumenti efficaci e modelli diagnostico-predittivi in grado di cogliere per tempo anche le più anticipate avvisaglie di criticità che, se lasciate a sé stesse, riservano quasi sempre pessime sorprese all’imprenditore.

È del resto assodato che quanto prima è possibile intervenire in un’azienda, migliori sono le aspettative di successo dell’intervento.

Tra poco anche una legge dello stato ci ricorderà non che è importante intervenire per tempo.

 

Jimmy Clarini – Fondatore di Entriage

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