Arriva il decreto anti-crisi: cosa cambia per l’imprenditore.

Sta per diventare finalmente realtà la tanto attesa riforma sulla prevenzione e risoluzione di crisi d’impresa. I 390 articoli del decreto, in attuazione della legge 155 del 2017, che introduce il nuovo Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza, sono alle Commissioni tecniche della Camera per una definitiva validazione.

Ma per l’imprenditore cosa cambia?

Di seguito commentiamo le tre principali norme che avranno un impatto immediato sulle aziende, a partire dalla pubblicazione in Gazzetta ufficiale, prevista per metà gennaio 2019.

Sul fronte organizzativo il decreto sulle procedure di allerta d’impresa impone all’imprenditore di: 

Istituire un assetto organizzativo, amministrativo e contabile anche in funzione della rilevazione tempestiva della crisi dell’impresa e della perdita della continuità aziendale” (Art 374.1). 

Questo significa che ogni azienda dovrà dotarsi di sistemi informativi e adeguate competenze per poter avere un controllo di gestione, un budget e un piano d’impresa che permettano di rilevare indicatori pre-crisi e impostare prontamente scenari proiettivi per riportare in equilibrio economico, patrimoniale o finanziario la propria azienda, anche con un piano di risanamento specifico.

Entriage, che di criticità aziendali si occupa ai massimi livelli di competenza nel nostro Paese, e si è specializzata proprio nelle prime fasi di intervento, ha avviato da tempo un percorso operativo di affiancamento all’imprenditore, proprio per offrire alle imprese strumenti efficaci e modelli diagnostico-predittivi in grado di cogliere per tempo anche le più anticipate avvisaglie di criticità che, se lasciate a sé stesse, riservano quasi sempre pessime sorprese.

Valuta se nella tua azienda ci sono campanelli d’allarme con l’Allerta d’impresa Entriage.

Allerta d’impresa Entriage

 

Anche il legislatore che ha seguito lo sviluppo del nuovo Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza ha dunque colto l’enorme importanza di un intervento diagnostico precoce e tempestivo: la letteratura oramai consolidata e l’esperienza quotidiana di chi, come noi, si occupa ogni giorno di questo nodo cruciale, ci avvertono infatti di quanto sia importante intervenire ai primissimi segni di criticità che un bilancio aziendale o i nostri clienti, fornitori e banche riescono a comunicarci.

Il decreto prescrive poi all’imprenditore di:

“Attivarsi senza indugio per l’adozione e l’attuazione di uno degli strumenti previsti dall’ordinamento per il superamento della crisi e il recupero della continuità aziendale” (Art 374.2)

Questo significa che se non riesce a riportare in equilibrio la situazione, da soli o accompagnati da esperti specializzati in prevenzione di crisi d’impresa e turnaround aziendale, scatterà la Procedura di Allerta, guidata da un organismo di composizione della crisi d’impresa, l’OCRI, un collegio di 3 esperti nominati dal Tribunale e della Camera di commercio.

 

L’Allerta potrà essere:

  • INTERNA, perché attivata dall’imprenditore (per evitare sanzioni) o dal collegio sindacale o dal revisore o dal sindaco unico o dalla stessa banca;
  • ESTERNA, perché attivata dall’Agenzia delle Entrate o dall’inps quando lo scaduto supera certi livelli.

In ogni caso, che sia interna od esterna, l’imprenditore non sarà più libero di decidere da solo.

Sul fronte del controllo c’è poi un’enorme novità. L’Art 378 del decreto ‘Crisi d’impresa’ obbliga alla nomina dell’organo di controllo o del revisore se la società:

  1. ha un totale dell’attivo dello stato patrimoniale di 2 milioni di euro;
  2. ha ricavi delle vendite e delle prestazioni di 2 milioni di euro;
  3. ha dipendenti occupati in media durante l’esercizio: 10 unità.

Perché questo? Il legislatore dà al sindaco/revisore poteri più incisivi nel controllo delle società e vuole estenderlo a una platea più ampia. A tali poteri sono legati anche responsabilità specifiche se manca il controllo e la segnalazione all’OCRI.

È quindi verosimile ipotizzare che gli organi di controllo già in essere (sindaci e/o revisore) e nuovi da nominare da Febbraio 2019 (secondo questi nuovi parametri), adottino comportamenti e misure di controllo più restrittivi secondo le nuove disposizioni di questa riforma, al fine di ridurre rischi e responsabilità penali.

Il decreto ‘Crisi d’impresa’ e l’istituzione della procedura di allerta con l’Ocri (organismo di composizione della crisi), con la conseguente creazione del nuovo Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza, si adeguano alle esperienze di altri paesi in Europa, che hanno permesso di anticipare l’aggravarsi di crisi aziendali, e di ridurre gli effetti derivanti da licenziamenti e fallimenti. È del resto assodato che quanto prima è possibile intervenire in un’azienda, migliori sono le aspettative di successo dell’intervento.

Valuta se nella tua azienda ci sono campanelli d’allarme con l’Allerta d’impresa Entriage.

Allerta d’impresa Entriage

Jimmy Clarini – Fondatore e Amm.re unico di Entriage

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