Bilanci da dare alle banche: avete pensato a un Piano B?

Siamo ad aprile e come ogni anno il bilancio è in fase di approvazione.

Per molte società, più che un’opportunità, il bilancio diventa una corsa a ostacoli e un’incombenza necessaria per avere il rinnovo delle linee di fido o per chiedere ulteriori linee di credito.

Per altre società, è la banca stessa a cercare di forzare i tempi chiedendo una bozza del bilancio anche non approvato, spinta dall’urgenza di capire se il 2016 sia andato meglio o peggio dell’anno precedente.

Lo sappiamo molto bene in Entriage: i nostri specialisti in ristrutturazioni aziendali e interventi straordinari sono spesso impegnati, a fianco dell’imprenditore, nella definizione di strategie di bilancio efficaci.

Ma siete proprio sicuri che la vostra banca non conosca già bene come sta andando la vostra impresa, e non voglia solo capire se il bilancio è “coerente” con quanto già sa?

È sorprendente quante informazioni andamentali, qualitative e quantitative abbiano le banche, i vostri fornitori, i clienti e anche i consulenti esterni della vostra società.

C’è poi da chiedersi quale reputazione la vostra azienda abbia sul mercato: clienti, fornitori, consulenti e più in generale i terzi finanziatori – anche se non lo dichiarano – si chiedono se siete affidabili. Sapete e potete dimostrarlo?

Il bilancio fotografa l’impresa. È un’immagine con molti limiti, certo: è statica, descrive il passato e talvolta può essere oggetto di politiche di bilancio non chiare per un terzo lettore, come per esempio la scelta dei criteri riguardanti la valorizzazione del magazzino o dei crediti. Ma è il riferimento comune per chiunque sia interessato a formarsi (o confermarsi) un’opinione sulla vostra azienda. I nostri consulenti di Turnaround e riorganizzazione e professionisti di risanamento d’impresa sono sempre coinvolti nei loro interventi in situazioni di criticità aziendali a partire dall’analisi attenta del bilancio.

Tra un bilancio esteticamente “troppo bello” e un bilancio spietatamente realistico, sostanzialmente “troppo brutto”, esiste anche un bilancio da piano B, che non è una via di mezzo tra i 2 ma un “film” che permette di prevenire il comportamento ostile delle banche, e anzi un modo di farsele alleate, anche quando esistono criticità evidenti.

Come riescono, i nostri esperti, a realizzare tutto questo?

È necessario avere ben chiaro il proprio fabbisogno finanziario e saper rispondere a domande del tipo:

  • quanta cassa ho generato o assorbito (ossia sarà rilasciata più avanti) o bruciato (ossia persa) negli ultimi 5 anni? Negli ultimi 3? E nell’ultimo anno?
  • quanta cassa genererò o assorbirò o brucerò nel prossimo e nei prossimi anni?

E non è sufficiente il solo rendiconto finanziario del 2016 verso il 2015, come è dato leggere in alcuni bilanci!

Per saperne di più sul rendiconto finanziario, andate al prossimo articolo (“La cassa non mente mai”)

Con il rendiconto finanziario e un adeguato set informativo sulle strategie che la società porrà in essere nel 2017 e negli anni seguenti, si potrà comunicare alla banca un bilancio 2016 “bilanciato” che spieghi e prevenga le naturali domande relative alle criticità che il vostro interlocutore bancario, ormai ben preparato, vi farà.

 

Jimmy Clarini – Fondatore di Entriage

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