Ancora obblighi, contro la sindrome della Slot Machine

A me sembra che abbiamo più obblighi che diritti, però  – legge o non legge – la direzione in cui la UE ci impone di andare e che emerge dalla riforma sulla crisi d’impresa è inevitabile.

In questo caso direi che sono obblighi di buon senso e che con il passare del tempo diventeranno buona pratica di gestione.

L’ Articolo 4 del nuovo codice ha due paragrafi fondamentali e recitano:

  1. Il debitore deve assumere le obbligazioni in modo prudente e proporzionato alle proprie capacità patrimoniali.

“Ci mancherebbe”, penserai. In realtà con questo primo obbligo (ma forse molti lo leggeranno impropriamente come semplice consiglio) il legislatore ci ammonisce a non entrare nella “sindrome della slot machine”. Perdo soldi e continuo a giocare, a indebitarmi, per recuperare. Purtroppo arriva un momento in cui non si può più giocare e i debiti con i relativi oneri finanziari sono tali da essere insostenibili.

Quando le obbligazioni diventano sproporzionate alle capacità patrimoniali? Non accade certo da un giorno all’altro. I segnali si leggono facilmente da un trend storico dei bilanci, per esempio dal fatto che la Pfn continua a crescere con ricavi stabili, oppure l’incidenza degli oneri finanziari iniziano a pesare fortemente sul Mol % e la proiezione futura dello stato patrimoniale a 2/3 anni mostra peggioramenti. Questi e altri valori possono essere forniti facilmente dagli esperti.

  1. L’imprenditore individuale deve adottare misure idonee a rilevare tempestivamente lo stato di crisi e assumere senza indugio le iniziative necessarie a farvi fronte.

Questo è un passaggio chiave della riforma. La legge dice che l’imprenditore deve acquisire misurazioni specifiche per rilevare eventuali criticità (ed evitare la sindrome da “slot machine”).

Così come si fanno regolarmente analisi per la propria salute (ognuno di noi, raggiunta una certa età, viene invitato dall’autorità sanitaria dalla propria Regione a specifici esami preventivi) anche per la propria azienda è necessario sottoporsi ad alcuni semplici ma importanti test.

Non sono i ROE e i ROI del bilancio da calcolare una volta l’anno, ma indicatori, trend e proiezioni (sottolineo proiezioni) di tipo finanziario (DSCR, assorbimento/generazione flussi di cassa nella gestione corrente, ecc) e patrimoniali (rapporto Pfn/Ebitda, PN/Pfn, andamento della Centrale Rischi, ecc.).

Dovranno essere approntati dei budget, e non solo delle vendite o del conto economico o su base annua ma un budget patrimoniale, finanziario ad intervalli infrannuali. Ce ne accorgeremo a breve anche per le nuove direttive bancarie.

Molti di voi penseranno che questi due doveri di legge diventeranno un ulteriore peso sulla quotidianità e il carico di lavoro che ogni giorno dobbiamo portare avanti per fare fatturato e profitti. È vero, ma va ricordato che stiamo parlando di strumenti di buona gestione che permetteranno agli imprenditori di navigare finalmente con una rotta chiara e solida e non a vista. Buona navigazione.

Jimmy Clarini – Fondatore e Amm.re unico di Entriage

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