Non abbiamo fatto nulla di male, ma in qualche modo, abbiamo perso.

Nel 2013 durante la conferenza stampa per annunciare la vendita della filiale di telefonia mobile di Nokia a Microsoft, il CEO di Nokia, Stephen Elop, ha concluso il suo discorso dicendo “Non abbiamo fatto nulla di male, ma in qualche modo, abbiamo perso”.

Nel 1998 Nokia diviene il più grande produttore mondiale di cellulari, mentre i ricavi aumentarono dai 6,5 miliardi di euro del 1996 agli oltre 31 miliardi del 2001. La posizione di dominio di Nokia sembra non poter essere scalfita da nulla. Ma si tratta di semplice apparenza. Complice il lancio del primo iPhone nel 2007 e l’incapacità della dirigenza finlandese di adattarsi alle richieste del mercato, le fortune di Nokia crollarono improvvisamente. Gli scricchiolii si fanno sempre più forti, fino a che il gigante finlandese non crolla al tappeto. Ad assestare il colpo del KO è Google e il suo sistema operativo Android.

Nel settembre 2010, nel tentativo di contenere i danni, Nokia chiude un accordo con Microsoft e nonostante tutti gli sforzi prodotti, fa grossa fatica a rosicchiare fette di mercato ad Android e iOS. Nel 2013 l’ultimo, disperato, tentativo: Microsoft rileva la divisione telefonia mobile da Nokia.

Il successo fa bene alla propria autostima e potrebbe renderci audaci nel diventare grandi. Tuttavia implica anche un certo senso di equilibrio. A un certo punto, Nokia era nota nel settore per l’arroganza che impediva loro di imparare dal mondo esterno: “Siamo Nokia ed abbiamo tutto il know-how ingegneristico in-house!” Nokia è stata una società rispettabile. Non ha fatto nulla di sbagliato nei propri affari, tuttavia, il mondo è cambiato troppo velocemente. I loro avversari sono diventati troppo potenti. Hanno trascurato l’apprendimento e il confronto con l’esterno. Non solo hanno perso l’opportunità di guadagnare un sacco di soldi, hanno perso le loro possibilità di sopravvivenza. Il messaggio di questa storia è che se non cambierai, sarai rimosso dalla competizione e per cambiare è importante continuare ad imparare, ascoltare e confrontarsi.

Jimmy Clarini – Fondatore e Amm.re unico di Entriage

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