Misurare una Crisi aziendale

Quali sono le fasi di una crisi aziendale?

La crisi aziendale, come qualsiasi crisi sociale, personale o di coppia, passa attraverso delle fasi

1° fase – Crisi Nascosta è il periodo in cui non c’è reale consapevolezza della situazione e del trend peggiorativo a causa di mancanza o insufficienza di sistemi di misurazione e controllo. Fenomeni di peggioramento stanno già aggredendo subdolamente i processi, la marginalità e la liquidità aziendale. Non prestare attenzione o sottovalutare i primi segnali non attenua il processo di crisi, che proseguirà indisturbato, in modo sotterraneo. Ma prima o poi si manifesterà. Succede lo stesso in ambito personale e familiare: è sempre preferibile cogliere per tempo i campanelli d’allarme.

2° fase – Crisi Negata è quando il normale atteggiamento di autodifesa: i segnali di allarme vengono minimizzati, allontanati o neutralizzati con argomenti molto auto-convincenti. Si persiste ad esempio con una strategia commerciale intrapresa, si tentano nuove strade commerciali, si prova a tagliare i costi. Ma in mancanza di una presa in carico complessiva ed efficace della situazione aziendale, questi tipici interventi-tampone non fanno che peggiorare la situazione. D’altronde, chi ha voglia di affrontare una crisi a muso duro?

3° fase – Cedimento è il momento in cui in azienda diventa a tutti palese che la situazione è critica. I processi e l’organizzazione generale si deteriorano, le persone entrano in conflitto. Gli uomini e le donne più valide pensano di andarsene, si lamentano od iniziano ad andarsene. Diventa urgente attivare qualcosa di speciale.

4° fase – Collasso  è quando l’inefficienza arriva a livelli incontrollabili. La liquidità è agli sgoccioli. Il morale a terra. Il rischio di insolvenza è pericolosamente vicina. Le implicazioni sono devastanti per il proprio patrimonio personale (fideiussioni prestate a garanzia), familiare, aziendale e sociale.  Meglio cogliere in tempo i primi segnali di criticità e sfruttare questo momento per quello che è: un’opportunità. Un intervento tempestivo, deciso e competente pone l’azienda nella migliore condizione per risolvere le criticità e ripartire con rinnovato slancio.

Come si percepisce una crisi – il Reality Gap

Einstein scriveva che “Nessun problema si può risolvere dallo stesso livello di coscienza che lo ha creato” ed ancora “follia è fare sempre la stessa cosa e aspettare risultati diversi”.

In una situazione di crisi aziendale queste frasi sono tanto vere al punto che esiste una consolidata letteratura e casistica aziendale che confermano che la situazione è sempre più grave di quello che si pensa.

Situazione A

Nella fase di Crisi Nascosta o Crisi negata, vi è la convinzione che le cose non stanno poi così male e quando l’organizzazione è in avanzato stato di disordine (o tenuta in ordine con costrizione)  il Gap tra la realtà e quanto viene comunicato è molto ampio (situazione A)

Situazione B

Anche quando la crisi è evidente esiste ancora un Gap tra la realtà e quanto si percepisce.

Questo Reality Gap produce 2 problemi:

  • fa ritardare quelle decisioni che metteranno in discussione lo status quo
  • fa avanzare attività e progetti che possono fare peggiorare la situazione (impegni con fornitori, investimenti non adeguati, assunzione di personale, ecc.)

Come si misura una crisi aziendale?

 

Ci sono tanti indicatori di bilancio che possono indirizzarci nel comprendere dove stanno gli squilibri economici, patrimoniali o finanziari ma non sono utili  a misurare concretamente la crisi aziendale sia perché esprimono una situazione statica (di solito al 31/12) sia perché sono dati ormai obsoleti.

A parte le “sensazioni” di crescente difficoltà ed ansia derivante da una liquidità di cassa in calo, ci sono metodi specifici per misurare una crisi aziendale ossia è necessario determinare 2 elementi fondamentali: urgenza e gravità sulla base dei quali si andrà poi ad impostare le soluzioni.

Questi 2 elementi si misurano prendendo come punto di partenza l’ultima situazione contabile disponibile (quindi non necessariamente al 31/12) su cui si effettuano delle proiezioni a 12 mesi ed oltre.

L’urgenza è la proiezione dei flussi di cassa che si determina con il metodo indiretto (ossia partendo dal conto economico “filtrato” dallo stato patrimoniale).

In funzione del trend della liquidità si possono determinare le seguenti situazioni di Urgenza che determineranno poi i tempi di intervento.

misurare una crisi aziendale

La Gravità è invece determinata dall’evoluzione che il patrimonio netto, sempre su base mensile e prospettica a 12/24 mesi, e dà la dimensione del grado di rischio e responsabilità che hanno gli amministratori (vedi art cc.  2446 e 2447). A seconda del livello di gravità sono tra l’altro possibili o impossibili certe manovre di ristrutturazione

misurare una crisi aziendale

 

E’ utile aggiungere che proprio la recente normativa di legge 155/2017 ha definito che un’azienda è in crisi quando sulla base di specifici indici vi è insostenibilità dei debiti nei successivi sei mesi e rispetto alle prospettive di continuità aziendale vi sono significativi e reiterati ritardi nei pagamenti. Questo indicatore è la linea di demarcazione che di fatto costringe gli amministratori ad entrare nella cosiddetta procedura di “allerta d’impresa”