Allerta d’impresa e normative bancarie: quali novità per le aziende?

Come noto, l’art.4 della legge delega sulla riforma della legge fallimentare e l’art.15 della bozza di “Codice della Crisi e dell’Insolvenza” (in breve “Codice”), in fase di approvazione, introducono l’obbligo a carico degli organi di controllo societari, del revisore contabile e delle società di revisione di attivare, in caso di crisi d’impresa, una procedura di allerta preventiva sul modello francese della Procédure d’alert finalizzata a prevenire tempestivamente le situazioni di insolvenza e avviare, su iniziativa degli organi amministrativi, idonee misure di tutela della continuità aziendale

In particolare, l’articolo 4, lettera c), della citata legge delega pone a carico di tali organi di controllo societari, dei revisori contabili e delle società di revisione l’obbligo di “…avvisare immediatamente l’organo amministrativo della società dell’esistenza di fondati indizi della crisi”, e parimenti di avvisare tempestivamente anche gli OCC (Organismi di Composizione della Crisi) che verranno costituiti presso le CCIA.

Le suddette norme sono destinate nel breve a generare una profonda trasformazione dei modelli di governance delle imprese, in quanto avranno una portata generale. L’art. 15 del Codice prevede infatti che gli strumenti di allerta si applichino ai debitori che svolgono attività imprenditoriale, comprese le imprese minori ed escluse solo le grandi imprese, i gruppi di imprese di rilevante dimensione e le SpA quotate.

L’obiettivo è quello di responsabilizzare gli organi di controllo societario (revisori e sindaci), anche nelle PMI, sull’affidabilità dell’informativa contabile (bilanci d’esercizio e infra-annuali) in riferimento alle principali poste soggette a criteri valutativi e di dubbia veridicità, procedendo ad una revisione sostanziale e non meramente formale del loro grado di accuratezza e significatività in rapporto alla reale situazione economico-finanziaria e patrimoniale prospettata alla banca. In buona sostanza, in capo a tali soggetti viene posto dall’ordinamento un obbligo di “adeguata verifica” sulla sussistenza o meno dei necessari presupposti di continuità aziendale e di stima del rischio d’insolvenza.

Analogamente, anche le “Linee-guida per le banche sui crediti deteriorati (NPL)”emanate dalla BCE ed in vigore dal marzo 2017, conformemente al nuovo principio contabile IFRS 9 e alle indicazioni normative emanate dagli altri regulator finanziari (EBA, ESMA, Comitato di Basilea, IASB), impongono alle banche una valutazione prospettica (c.d. forward-looking approach) del merito creditizio (inteso come capacità di credito e capacità di rimborso), sia in fase di prima concessione (origination) che di monitoraggio (monitoring), nonché in fase di forborne (operazioni oggetto di concessione).

Per quanto concerne in particolare l’operatività bancaria, il corretto recepimento delle indicazioni BCE sulla gestione dei NPL e, più in generale su una corretta valutazione economico-finanziaria delle controparti anche “performing” (anche ai fini della classificazione in “Stage 2” delle posizioni “performing” sconfinate, o che hanno l’attributo “forborne” o che hanno avuto una variazione significativa della PD) e del correlato rischio di credito (perdita attesa ed inattesa) impone peraltro alle banche stesse di svolgere in ogni processo decisionale di forbearance (ristrutturazione del debito) un doppio test di:

  1. valutazione (comparativa) di convenienza economica;
  2. valutazione di sostenibilità finanziaria

Quello che sta emergendo in modo incontrovertibile è che i sistemi di allerta interni della Banca (early warning) e i sistemi di allerta interna aziendale (adeguata verifica da parte di revisori e sindaci) dovranno necessariamente “convergere” e ottimizzarsi a vicenda, creando così di fatto un sistema omogeneo di prevenzione della crisi e salvaguardia della continuità aziendale ispirato a regole comuni e tendenti a valutare obiettivamente l’adeguatezza o meno dei flussi di cassa, attuali e prospettici, delle imprese. Il nuovo principio IFRS9 e le nuove norme introdotte dalla riforma della legge fallimentare stanno così creando una nuova frontiera del rapporto banca-impresa. La continuità aziendale e il processo di concessione e gestione del credito si apprestano così a misurare le proprie prospettive future con una sorprendente convergenza di metodologie e di approcci. L’augurio comune è che imprese, professionisti e banche sappiano cogliere questa grande sfida e procedere in modo sempre più efficiente. Diversamente, dovremmo assistere ad un pericoloso arretramento che spingerebbe pericolosamente le imprese verso l’insolvenza e le banche versa la generazione di nuovi NPL.

Di Alessandro Pellegatta – Dirigente del settore credito

Vuoi capire se dietro alcuni sintomi si nasconde un’insidia o qualcosa di più complesso?

Scopri cos’è il TRIAGE TEST©. Chiedi un incontro confidenziale con Jimmy Clarini.

Resta aggiornato